Ti sei mai chiesto cos’è la cattiveria?

La cattiveria nasce da sentimenti negativi come la rabbia, la frustazione, la tristezza, l’insoddisfazione.

Come difenderci dalla cattiveria?

 

Quando nasciamo abbiamo tutti lo stesso potenziale in merito a emozioni, stati d’animo e capacità. Poi durante la nostra crescita acquisiamo caratteristiche, credenze, convinzioni proprie dell’ambiente e delle persone che ci circondano. In questo modo viene creato il nostro il nostro carattere.

Jean-Jacques Rousseau diceva: “L’uomo nasce buono ma è la società che lo corrompe”

Aveva ragione Rousseau oppure la cattiveria, come le altre emozioni o sentimenti, nasce dentro l’individuo indipendentemente dalla società?
Quando nasciamo non abbiamo l’etichetta Angelo o Diavolo, Santo o Peccatore, ma abbiamo la possibilità di decidere quale sentimento alimentare per la nostra crescita. Come per tutti gli aspetti contrapposti, lo yang e lo yin, la notte e il giorno, possiamo prediligere la bontà o la cattiveria.

 

Per quale ragione c’è chi sceglie la cattiveria?

I più recenti studi di neuropatia puntano nella direzione che “l’uomo non è buono o cattivo”. È come se nel cervello ci fossero due programmi, bontà e cattiveria, attivati dalle circostanze.
Molti individui scelgono di comportarsi da cattivi perché pensano che così sia tutto più semplice, meno faticoso emotivamente e più distaccato dai sentimenti.

Questa scelta è dovuta al fatto che probabilmente hanno un vuoto o un’insoddisfazione da colmare. Di conseguenza esternare cattiveria li fa sentire vivi. Un cattivo è più visibile di un buono.

La cattiveria è l’apice di sentimenti come la gelosia, l’invidia, la rabbia, l’arroganza. Sentimenti che non possono rimanere assopiti. Emozioni troppo forti che prima o poi esplodono in un turbinio di comportamenti denominati cattivi.

Quando un individuo si comporta in modo cattivo lo fa, anche, per difendersi o per qualsiasi ragione che ai nostri occhi può sfuggire o sembrare non adeguata. Ricordiamo che ogni comportamento ha sempre un’intenzione positiva.

Il problema, purtroppo, è che quando un comportamento si ripete in più di una situazione e viene replicato in diverse circostanze, viene acquisito dal nostro inconscio. Questo comportamento diventa un’abitudine, poi una credenza ed infine una convinzione.

L’individuo, allora, manterrà questo modo di comportarsi, poiché questo atteggiamento, rientra nella sua zona di comfort. Pur riconoscendo il male che crea, difficilmente ne uscirà perché chi si riconosce come cattivo si sentirà invincibile, onnipotente, sicuro intimorire che lo circonda. Sa che molte persone tenderanno ad allontanarsi da lui e crederà, per questi motivi, di averli in pugno, di poterli manovrare.

Cattivi d’indole e cattivi per professione

Un professionista che ricopre un ruolo di comando, di leader, è probabile che possa essere considerato cattivo proprio a causa del suo ruolo.

Se c’è un cattivo di indole a ricoprire il ruolo a questo si alzerà l’autostima nell’essere riconosciuto tale. Avrà modo di sfogare la parte “migliore” di sé sui malcapitati collaboratori. Il leader cattivo assumerà sempre di più un atteggiamento di fierezza che farà balzare il proprio ego alle stelle.

Mentre se a ricoprire il ruolo capita un “buono”, in lui nasceranno tanti sensi di colpa perché per dovere e ubbidienza deve comportarsi da cattivo. Rientrerà a casa dopo il lavoro frustrato, vuoto e i suoi famigliari ne risentiranno.

4 Punti per combattere la cattiveria

Essere se stessi è non facile. La cattiveria è un virus che può contagiare chiunque.

Ecco 4 consigli contro la cattiveria:

  1. Dialogare. Per quanto possibile senza giudizio e sempre con il massimo rispetto utilizzando la formula che viene usata dai negoziatori: connect – respect – protect. Utilizza frasi positive, propositive, non farti spaventare, tieni testa ed esci dalla conversazione con almeno un risultato ottenuto.
  2. Gentilezza. Mostrati gentile, mai arrabbiato o maldisposto altrimenti non farai altro che alimentare la loro cattiveria nei tuoi confronti, sorridi sempre ai loro commenti.
  3. Prediligi la riservatezza. Il pettegolezzo è concime per la cattiveria.
  4. Il bene torna sempre. È una legge dell’universo. Non ti stancare di aspettare, anzi, se puoi e vuoi comincia a seminare bontà in ogni azione che fai. Basta anche solo un sorriso sincero.

[fonte: https://www.healthcoachingmag.it/]

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