La Zona di Comfort

Uno dei concetti fondamentali da conoscere per chi vuole approcciarsi alla al vasto mondo della Crescita Personale è quello della Zona di Confort.

La maggior parte delle persone preferisce vivere in una condizione di sicurezza, di “riparo”, di routine quotidiana e di di abitudini consolidate. Si teme il cambiamento, percepito con un senso di frustrazione e di disagio, di paura ad affrontare qualcosa che è ignoto. Ecco allora che si preferisce e ci si autocondanna a vivere una vita “misera”, preferendo lamentarsi ogni giorno della propria esistenza e dando la colpa a qualcosa di esterno a noi, piuttosto di fare qualcosa di concreto per migliorare la nostra attuale condizione. E’ colpa della crisi, è colpa del Governo, colpa dei clienti, dei fornitori, e colpa di Tizio, Caio e Sempronio…

Dicono ai corsi di formazione (ma ovviamente non credete mai a ciò che vi raccontano, ma credete solo a ciò che vi conviene) che per migliorare la nostra vità sia necessario uscire fuori da questa “zona di confort” e affrontare nuove esperienze, nuove sfide, nuove opportunità e sperimentare nuovi livelli di pensiero…

Abitudini, modi di fare, modi di essere, modalità di relazionarci con le persone, il nostro modo di pensare… sono tutti aspetti che ci siamo costruiti nel tempo e oggi formato questa zona virtuale detta zona di confort che racchiude tutto ciò che noi siamo. Al di fuori di essa c’è tutto ciò in cui noi non ci identifichiamo

Sicurezza all’interno della zona di confort e disagio (insicurezza) al di fuori.

Il paradosso è che alle persone piacerebbe ottenere risultati diversi, ma vorrebbero allo stesso tempo fare le cose che hanno sempre fatto, mantenere le stesse abitudini, gli stessi schemi mentali… evitando di affrontare situazioni di insicurezza e disagio.

Oggi, in un mondo in cui tutto cambia troppo velocemente, rimanere radicati sempre a propri schemi mentali e di comportamento non funziona più ed ecco allora che questa naturale resistenza al cambiamento di porta a vivere sensazioni di frustrazione, di ansia, di confusione

Diverso era il mondo dei nostri nonni ad esempio, che vivevano in un epoca in cui le regole comportamentali rimanevano valide molto tempo se non addirittura per tutta la vita, proprio perchè il in quei tempi, l’industrializzazione e la tecnologia progredivano in modo assai lento: servivano decenni prima di vedere un sostanziale cambiamento nella società.

Ma è proprio nell’insicurezza, nelle situazioni difficili che invece cresciamo, ci miglioriamo e impariamo cose nuove. Ecco il motivo per cui sarebbe necessario affrontare di petto le difficoltà della vita. Ecco perché molti formatori consigliano di uscire di proposito dalla propria zona di confort e cercare volontariamente nuove sfide da affrontare e superare, arrivando al punto di amare quel senso di insicurezza che una nuova esperienza può farci percepire.

Ovviamente poi ognuno crede a ciò che vuole, o meglio a ciò che gli conviene. Anche perché d’altro canto “là fuori” tutti vi racconteranno il contrario di tutto. Uno delle ultime teorie sulla crescita personale che ho sentito di raccontare di recente è che la zona di “confort non esiste”, motivando questa teoria con il fatto che in ogni momento un evento esterno non controllabile potrebbe in un istante distruggere quella che per noi era una confortevole e abitudinaria isola di pace.

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